Come fotografare l’acqua?

Fotografare l’acqua non è un esercizio impegnativo, a patto di conoscere la giusta tecnica da mettere in atto: che si tratti di una componente secondaria o del soggetto principale di uno scatto, la sua presenza è in grado di metterlo in risalto e di valorizzarlo, al punto da renderlo più interessante e, senza dubbio, più originale. Dalle cascate ai ruscelli, dai laghetti alle onde del mare, passando per le semplici fontane, di solito si ha l’abitudine di rappresentare l’acqua nel modo in cui viene percepita dall’occhio umano, vale a dire ferma o comunque mossa in modo limitato (per altro, a volte questo effetto viene ottenuto senza volerlo). Non che ci sia niente di male in tutto ciò, sia chiaro: però il rischio è di avere a che fare con riprese poco creative, o comunque troppo tradizionali.

Prima di imparare a fotografare l’acqua risulta opportuno imparare a gestire l’acqua stessa nel migliore dei modi in modo tale da dar vita ad un effetto caratterizzante particolare, che non deve essere per forza dinamico ma può lake-430508_960_720essere anche statico. Volendo un risultato statico, per esempio, si può usare l’acqua come superficie in grado di riflettere allo scopo di ottenere delle simmetrie suggestive (l’esempio più classico è quello dei monti che si specchiano nelle onde di un bacino d’acqua sottostante).

Vale la pena, però, anche di sfruttare la natura di fluido dell’acqua, e quindi di optare per delle scene più dinamiche, che riescano a coglierne il movimento. Si deve ricorrere, in questi casi, a quella che viene definita come sfocatura del movimento, o motion blur se si vuole utilizzare l’espressione inglese equivalente: si tratta di un tipo di ripresa che prevede un’esposizione per non meno di un secondo, e comunque per un tempo sufficientemente prolungato, tale da consentire alla luce che viene riflessa dalle acque che si muovono di creare un effetto scia, che l’occhio umano non è capace di percepire, dovuto alla sua incisione sulla pellicola o sul sensore.

L’aspetto più importante che deve essere tenuto in considerazione nel momento in cui si decide di fotografare l’acqua, in ogni caso, è quello della scelta del giusto soggetto: meglio puntare su ambienti nei quali non si abbia a che fare con un flusso unico o inalterato, come potrebbe essere quello di un fiume, ma ci siano dei cambiamenti di pendenza e/o di percorso.

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