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Effetto Orton: come realizzare scatti con effetto “acquerello”

Stai cercando di dare un taglio diverso ed originale alle tue foto? Se ti piacciono le atmosfere oniriche e fiabesche ti suggerisco allora di provare l’effetto Orton, che di fatto conferisce alla foto un effetto simile alla pittura con acquarello. Gli scatti ottenuti con l’effetto Orton sono caratterizzati da una luce particolare, calda e romantica che incanta e desta stupore poiché sembrano realizzati con abili pennellate. La realtà non viene semplicemente riprodotta così com’è, ma viene impreziosita da un effetto pittorico che dona alle immagini un’atmosfera favolistica ed incantata. Scopriamo nel dettaglio cos’è l’effetto Orton e come utilizzarlo in fase di post-produzione.

Effetto Orton: cos’è e come nasce

Il fotografo Michael Orton negli anni ’80 iniziò a sperimentare una nuova tecnica sovrapponendo più diapositive della stessa scena una sull’altra per ottenere un effetto suggestivo e magico. I risultati furono straordinari ed i suoi scatti somigliavano molto ai quadri dei pittori impressionisti. Questa tecnica è in grado di aggiungere una luminosità molto suggestiva ai paesaggi dando un effetto surreale e fatato. L’effetto Orton ha subito ottenuto un grandissimo successo e nel 2011 Adobe Photoshop Elements decise addirittura di inserirlo tra gli effetti da applicare alle foto.

Come scattare foto con l’effetto Orton?

Bisogna fare un primo scatto a fuoco che determinerà la profondità di campo ed il dettaglio a lavoro finito. È opportuno utilizzare diaframmi chiusi con valori intorno a f 16/22 e sovraesporre di uno stop per un maggior contrasto del colore ed un aumento della saturazione.
La seconda foto deve essere sfocata e la sfocatura dipende dall’effetto che si intende ottenere. Per ottenere un effetto blur bisogna usare la massima apertura ed una sovraesposizione di almeno un paio di stop.
Dopo queste operazioni non ti resta che sovrapporre le due foto con Photoshop. Dopo aver aperto le immagini di due diversi livelli uniscili ed imposta come metodo di fusione “moltiplica”. Il risultato finale sarà multicolorato e variopinto con luci soffuse, seducenti e luminose.

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Alcuni consigli utili

I due scatti da sovrapporre devono essere assolutamente identici per evitare incongruenze e la stabilità è un elemento fondamentale. È quindi fondamentale utilizzare un treppiede che allinea perfettamente gli elementi delle due foto senza vibrazioni né rischio del “micromosso”. Sperimenta vari settaggi fino a trovare quello che maggiormente ti soddisfa.
L’effetto Orton ha l’obiettivo di conferire un’atmosfera romantica e sfumata, quindi non si dovrebbero scattare foto a mezzogiorno o comunque con contrasti molto forti. Le ambientazioni ideali sono cieli nuvolosi da fotografare preferibilmente all’alba o al tramonto quando la luce è più diffusa e le ombre sono appena visibili.

Il filtro Orton deve essere utilizzato per dare un’emozione ad una foto, non certo per correggere uno scatto venuto male: commetteresti un doppio errore! Puoi invece usare l’effetto Orton per enfatizzare ancora di più un paesaggio già piuttosto suggestivo come un bosco innevato, un sole che tramonta delicatamente tra gli alberi o un uccello che spicca il volo.
L’effetto Orton per le sue peculiari caratteristiche non è adatto a tutte le tipologie di fotografie, quindi ti consiglio di concentrarti su soggetti naturalistici come paesaggi e panorami.

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