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Foto sportive che hanno fatto la storia: le 6 più belle

Alcune foto sportive per la loro spettacolarità ed il grande impatto visivo ed emozionale sono diventate delle vere icone che hanno segnato un’epoca non solo nello sport. In alcuni casi infatti queste immagini oltrepassano i confini dello sport per raccontare una storia, uno spaccato sociale o un’epoca. La fotografia nel corso degli anni passati ha saputo raccontare eventi epici: scopriamo quali sono le foto sportive più belle che hanno fatto la storia.

Foto sportive più belle al mondo: il pugno del “black power” di Tommie Smith e John Carlos

É diventata iconica la foto che ritrae Tommie Smith e John Carlos col pugno alzato sul primo e sul secondo gradino del podio dei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968. I due velocisti statunitensi indossavano il guanto nero del “black power”, simbolo di protesta contro il regime di apartheid che vigeva in diversi paesi. I piedi scalzi rappresentavano la povertà in cui erano costrette a vivere numerose popolazioni di colore. Era un periodo di grande agitazione sociale e quel gesto fece grande scalpore.

Il volo di “Air” Michael Jordan

Michael Jordan è stato uno dei più grandi giocatori di basket di NBA e la Nike decise di farne il principale testimonial. Per celebrare le sue fantastiche evoluzioni la Nike gli dedicò una linea di scarpe e scelse una foto che ritraeva Jordan in una delle sue formidabili schiacciate sotto canestro. Una foto che è diventata un simbolo e che ha fatto la fortuna della Nike.

La corsa irridente di Usain Bolt

Tra i più grandi velocisti di tutti i tempi spicca Usain Bolt, corridore giamaicano che ha infranto tutti i record di velocità. É rimasta leggendaria la foto di Bolt che, a pochi metri dal traguardo, si gira verso i suoi avversari ed allarga le mani in segno di superiorità come a dire “non ce n’è per nessuno”…

Il mitico scambio di borraccia tra Bartali e Coppi

Gino Bartali e Fausto Coppi erano due grandissimi ciclisti divisi da una profonda rivalità. Ebbene i due eterni rivali nel corso di una tappa del tour de France del ’52 si scambiarono la borraccia, a testimonianza che dietro quell’astio sportivo si celava un grande rispetto reciproco. Fu un po’ il simbolo dell’Italia che, dopo la guerra mondiale, era profondamente divisa ma pronta a ritrovare l’unità perduta.

L’urlo di Tardelli

Gli appassionati di calcio sicuramente hanno stampato in testa l’urlo di Tardelli che, dopo il gol del 2-0 alla Germania ai Mondiali di Spagna ’82, si lasciò andare ad una corsa liberatoria. Quell’immagine ancora oggi è il simbolo di un’Italia vincente che nonostante le profonde divisioni si ricompatta davanti alla maglia azzurra. 24 anni più tardi toccherà a Grosso replicare una corsa liberatoria simile a quella di Tardelli dopo il gol dell’1-0 segnato sempre contro la malcapitata Germania ai Mondiali del 2006. Anche in quel caso l’Italia salì sul tetto del mondo dopo aver sbaragliato la Francia ai rigori.

La “mano de Dios”

Restando in tema calcistico è entrata di diritto nella storia la “mano de Dios”, il gol che Maradona segnò di mano all’Inghilterra durante i Mondiali ’86 in Messico. In realtà anche quel gesto travalicò i sentimenti sportivi poiché 4 anni prima l’Inghilterra strappò le isole Falkland rivendicate proprio dall’Argentina, dando vita ad un asprissimo scontro internazionale che sfociò addirittura nella guerra. El Pibe de oro dopo tanti anni giustificò quel gesto col suo classico sarcasmo: “Chi ruba a un ladrone ha cent’anni di perdono”.

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