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Il tempo di esposizione

Quando si scatta una fotografia bisogna sempre tenere conto di due parametri fondamentali: da un lato del diaframma e dall’altro del tempo di esposizione. Ci concentriamo proprio su quest’ultimo che cattura la fase che segue il click sul pulsante di scatto, quando la luce raggiunge il sensore della fotocamera: teoricamente parlando, maggiore è il tempo in cui il sensore resta aperto e maggiore è la quantità di luce che lo raggiunge. Il tempo di esposizione ha come conseguenza finale l’effetto mosso dello scatto: quando per esempio proviamo a realizzare una foto a mano libera, soprattutto se siamo in un luogo con scarsa luminosità e non utilizziamo il flash, mettiamo in preventivo l’idea di ottenere una foto mossa. Come mai accade tutto questo? Il sensore rimane esposto troppo poco tempo alla luce e ogni minimo, impercettibile movimento della vostra mano, e quindi della fotocamera, viene registrato. Non sempre però il mosso è sinonimo di foto rovinata, scopriamo perché!

In alcuni casi, soprattutto i professionisti, giocano con questo effetto per poter ottenere un’immagine creativa: il cosiddetto micromosso è infatti un lieve movimento della foto che riconoscete per le piccole “scie” che si creato attorno al soggetto immortalato. Vi è per esempio il panning, una tecnica utilizzata per riprendere soggetti in movimento, riuscendo a mantenere un certo dinamismo: nel caso di una foto mossa il nostro soggetto in movimento è sfumato o confuso, mentre con il panning il soggetto appare nitido e l’unica cosa che percepiamo come mossa è lo sfondo.

 

COME AGIRE SUI TEMPI DI ESPOSIZIONE

I tempi lunghi di esposizione portano a ottenere spesso foto mosse. Ovviamente ogni volta che scattiamo una foto però dobbiamo tenere presente del tipo di immagine che vogliamo realizzare: se per esempio desiderate realizzare foto sportive è consigliabile preferire i tempi brevi, mentre quando usate un treppiede per un’immagine di un panorama allora potrete allungare i tempi per massimizzare la nitidezza. In alcuni casi si può anche optare per un aumento della sensibilità ISO, anche se quando si raggiunge e supera un certo livello si rischia di creare un eccesso di rumore; queste sono tecniche utilizzate soprattutto da esperti e professionisti, ma sconsigliate per i principianti. Per ogni foto esiste quindi un tempo perfetto, di seguito parleremo proprio di questo tipo di equilibrio tra foto scattata e tempo di esposizione impostato.

Foto sportive

Come detto nelle foto sportive i tempi devono essere brevi: come potrete immaginare in pochissimi centesimi di secondo dovrete riuscire a fotografare soggetti in movimento rapido e per questo i tempi dovrebbero essere almeno di 1/1000, oppure sarebbe ancora meglio arrivare a 1/2000 così da evitare il rischio di una foto mossa. Qualora l’evento sportivo avvenga all’interno di un palazzetto o di stadi è consigliabile affidarsi a uno zoom luminoso che troverete in commercio, preferibilmente un obiettivo con messa a fuoco rapida.

Foto in diurna

La regola base per realizzare foto a mano libera prevede che per calcolare il tempo di esposizione venga rispettata la lunghezza focale: se vi trovate a scattare utilizzando un obiettivo da 50mm allora vi basterà 1/60 di secondo. Per essere maggiormente sicuri, soprattutto quando siete principianti vi consigliamo di scattate ad 1/1000 per evitare ogni tipo di problematica.

Foto in notturna

Con l’arrivo del digitale, le foto in notturna hanno subito un brusco stop: in questo caso la luminosità tende ad essere limitata, spesso scarsa e i tempi diventano troppo lunghi, causando ulteriori e secondari problemi di rumore. Ricordate che se opterete per tempi lunghi il vostro scatto risulterà molto più luminoso rispetto alla percezione che avrete ad occhio nudo. Per questo motivo vi consigliamo di usare il formato Raw, grazie al quale potrete regolare poi il bilanciamento del bianco e addirittura l’esposizione, cosa non altrettanto semplice per il formato jpg.

RIDURRE I TEMPI DI SCATTO

Quando avrete preso maggiore confidenza con la vostra fotocamera riuscirete ad apprezzare 4 punti fondamentali che vi permetteranno di ottenere immagini perfettamente nitide anche quando vorrete fare una foto in notturna, magari tentando di catturare la bellezza di un cielo stellato. In questo caso si parla di 4 fedelissimi alleati:

  • Cavalletto: è sicuro che quando piazzate la fotocamera su un appoggio potrete lasciare lo specchio aperto per tutto il tempo necessario, senza che la macchina subisca movimenti.
  • Stabilizzatore: ha una sola fastidiosa pecca, poiché anche se sceglierete il miglior stabilizzatore la vostra foto rischia di apparire fin troppo morbida e davanti a un soggetto in movimento non potrete immortalarlo fermo. E’ sì un aiuto, ma non quanto un cavalletto.
  • Sensibilità ISO: se volete evitare una foto mossa senza usare il flash dovrete alzare gli Iso. Forzando il sensore si va dunque ad aumentare la sua sensibilità, ma in questo caso avrete una riduzione dei tempi di scatto e il rischio di aumentare il rumore.
  • Flash: l’abbagliante luce bianca che si accende in sincrono con lo scatto è l’ultima soluzione a vostra disposizione. Correlandolo ai tempi dell’esposizione, possiamo dire che con il flash vengono limitati a 1/200 di secondo.